L'attivista tunisino Nasraoui in sciopero della fame già da un mese

L'attivista tunisino Nasraoui in sciopero della fame già da un mese

11/08/2017

"Faccio appello alle forze democratiche e alla vigilanza perché il dispotismo e le pratiche dell'ancien régime sono di ritorno nel nostro Paese. Oggi, continuo il mio sciopero della fame in assenza di azioni concrete delle autorità e le considero responsabili di tutto ciò che potrà accadere a mio marito e alla mia famiglia". Così si conclude un comunicato di Radhia Nasraoui, avvocato e attivista tunisina dei diritti umani. Nasraoui è moglie di Hamma Hammami, portavoce del Fronte Popolare (formazione di opposizione), ed è in sciopero della fame dall'11 luglio scorso per protestare contro la decisione del presidente della Repubblica di revocare la scorta personale di suo marito.

L'attivistia, Nasraoui, per la quale è nato recentemente a Tunisi un comitato a suo sostegno, ricorda che suo marito è una delle persone maggiormente a rischio terrorismo, anche secondo il parere del ministero dell'Interno e del gabinetto di presidenza. "La sua protezione - precisa - venne decisa e messa in atto dalle autorità tunisine a seguito degli omicidi dei due dirigenti del Fronte Popolare nel 2013. Non dimentichiamo, prosegue l'attivista - che i due omicidi di Chokri Belaid e Mohamed Brahmi, fondatori del Fronte Popolare, sarebbero stati evitati se le autorità si fossero assunte le loro responsabilità e non avessero omesso di considerare le minacce che pesavano sui due personaggi dell'opposizione".

 

(Fonte: www.ansamed.info)

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