TUNISIA: DICHIARATA INCOSTITUZIONALE LA LEGGE DEL’73 CHE IMPEDIVA ALLE DONNE MUSULMANE DI SPOSARE UOMINI DI ALTRE RELIGIONI.

TUNISIA: DICHIARATA INCOSTITUZIONALE LA LEGGE DEL’73  CHE IMPEDIVA ALLE DONNE MUSULMANE DI SPOSARE UOMINI DI ALTRE RELIGIONI.

16/10/2017

Con l’abolizione della legge del ’75 in tema di matrimoni a religione mista, la Tunisia si conferma così il paese più progressista di tutto il mondo arabo.

Si è passati dall’abolizione della poligamia nel ’56 all’abolizione della legge sul matrimonio riparatore, che consentiva allo stupratore di riparare sposando la vittima dell’abuso.

Poi, l’entrata in vigore della Costituzione nel 2014, ha rappresentato per la Tunisia un cambiamento sostanziale, un’apertura ai diritti e al riconoscimento delle libertà fondamentali di ciascun individuo.

Alla luce dei nuovi scenari costituzionali Il presidente tunisino Beji Caid Essebsi, già in Agosto c.a., aveva preannunciato l’incostituzionalità della legge della legge del 73’, che impediva alle donne musulmane di sposare liberamente uomini di altre religioni, e l’espressa volontà di abolizione.

E’ così il 15 settembre u.s. la legge suddetta è stata abolita perché ritenuta espressamente discriminatoria e di conseguenza anticostituzionale.

Sembrano così aprirsi nuove prospettive per i diritti delle donne dei paesi arabi dell’area mediterranea che, sull’esempio della Tunisia potranno lottare per la loro emancipazione.

Intanto in Tunisia la lotto per l’uguaglianza continua e la prossima tappa sarà l’abolizione della legge sull’eredità che stabilisce che i figli maschi ricevono il doppio rispetto alle figlie femmine.

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