"Tolga il velo o esca dall'aula". Il marcia indietro del TAR.

"Tolga il velo o esca dall'aula". Il marcia indietro del TAR.

20/02/2018

L'articolo 129 del codice di procedura civile impone l’obbligo per i partecipanti all’udienza innanzi al giudice di "stare a capo scoperto".
Nello specifico cita che: "Chi interviene o assiste all'udienza non può portare armi o bastoni e deve stare a capo scoperto e in silenzio"; "è vietato fare segni di approvazione o di disapprovazione o cagionare in qualsiasi modo disturbo".
Partiamo dall’esame di questo articolo per parlare della vicenda che ha la giovane Asmae Belfakir, praticante avvocato nell'ufficio legale dell'Università di Modena e Reggio Emilia , alla quale in aula TAR di Bologna è stato chiesto di scoprirsi il capo oppure di abbandonare l’aula e quindi l’udienza alla quale si accingeva a presenziare.
Il giudice ha fatto riferimento al citato art. 129 del c.p.c affisso proprio sulla porta della camera di consiglio del Tar dell'Emilia Romagna con sede a Bologna.
La giovanissima praticante, coinvolta nella faccenda, di fatto non ha avuto scelta, ha dovuto adempiere a quanto imposto in quel momento dal presidente della seconda sezione del tribunale amministrativo e lasciare, pertanto, l’udienza.
A seguito poi di una telefonata intercorsa tra l'avvocato Lorenzo Canullo, dirigente dell'ufficio legale dell'Università di Modena e Reggio Emilia ed il presidente del Tar di Bologna Giuseppe Di Nunzio, per discutere dei fatti accaduti, quest’ultimo, con tanto di scuse ha fatto marcia indietro ed ha assicurato che non si sarebbe più verificato un episodio di questa portata, pertanto, la dott.ssa Belkafir potrà tornare nelle aule del tribunale senza alcun obbligo di scoprire il capo.
Di fatto la vicenda evidenzia più un problema di tipo culturale che di legge. Sembra infatti che, come riferito dalla dott.ssa Belkafir il giudice ha fatto menzione al “..rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni".
La ragazza infatti aveva il viso ben in mostra pertanto, era escluso il problema della sicurezza.
Meditiamo.

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